Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.

Per costruire un mondo senza oppressione, cominciamo con non opprimere chi sta alla nostra mercè.
Pance rimpinzate di veleni industriali e stomaci gonfi per denutrizione, cassonetti pieni di cibo lasciato andare a male e terreni troppo aridi per germogliare, animali che zampettano per le strade agghindati come re e regine, e creature costrette a crescere contro natura, stipate dentro gabbie, mandate al macello per soddisfare l’inesauribile ingordigia umana.
L’umiliazione e la sopraffazione delle altre specie, lo spreco vergognoso delle risorse al solo scopo di perpetuare l’illusoria superiorità umana.
Ma diteci, che cosa vi ha portato tutto questo dilapidare forsennato, questo indiscriminato accanimento?
Vi ha fatto per caso sentire più sicuri, vi ha resi forse più felici?
Siete proprio voi, la specie in apparenza più evoluta, l’anello debole che spezza la catena e interrompe la naturale coesione del sistema.
Fratricidi e sfruttatori per orgoglio, emarginati e mutilati per legittima compensazione.
Dove pensate di andare recidendo il cordone ombelicale che vi alimenta?
La solitudine lancinante che avvertite costantemente pur in mezzo alla folla, le notti insonni lavate nell’acqua della coscienza sporca e del senso di colpa, non sono altro che punizioni autoinflitte, la flagellazione del cilicio sul costato dell’imputato.
Come l’amputazione di una gamba cambia l’equilibrio dell’intero corpo rendendolo asimmetrico, così la sottrazione all’insieme di una qualunque componente rende fragile l’ecosistema. Nessuno provi a separare ciò che nasce per essere coeso: su chi oserà farlo, calerà inesorabile la spada.
(da "Sette Lettere Dal Futuro Per L'Umanità" di Ivan Petruzzi)
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ORA POSSO
GUARDARTI IN PACE;
ORA CHE NON TI MANGIO PIÙ.
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Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione.

Non era affatto debole.
Era straordinariamente fragile e potente,
come tutte le persone forti e profonde.
NEL MOMENTO IN CUI ABBIAMO CONSIDERATO NULLA LA VITA DI UN ANIMALE,
ABBIAMO IMPARATO A CONSIDERARE NULLA ANCHE LA VITA UMANA.
“LA CRUDELTÀ VERSO GLI ANIMALI
È TIROCINIO DELLA CRUDELTÀ CONTRO GLI UOMINI”
— Ovidio
Le guerre non iniziano sui campi di battaglia,
iniziano nei nostri gesti quotidiani,
quando accettiamo la violenza come normalità.
Scegli la pace.
Scegli la vita.
Smetti di mangiare carne.
Levitico 17:14 dice:
"Perché la vita di ogni essere vivente è il suo sangue, perciò ho ordinato agli Israeliti di non mangiare sangue di alcuna specie di essere vivente, perché il sangue è la vita d'ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato."
E così sia.
La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri”.
Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere

LA TUA CULTURA TI HA INSEGNATO COSA FARE O MANGIARE.
MA SEI SICURO CHE SIA CULTURA, O SOLO ABITUDINE?
Se fossi nato altrove, avresti tabù diversi da quelli che conosci.
In India non mangeresti la mucca.
In molti paesi islamici o ebraici non mangeresti il maiale.
In Nepal non toccheresti la carne di yak.
In Thailandia e Cambogia i macachi sono protetti come spiriti, non come cibo.
In Egitto l’oca era sacra già ai tempi degli antichi faraoni.
In Mongolia i cavalli non si mangiano, perché sono compagni di viaggio e simbolo di libertà.
In buona parte dell’Occidente i gatti e i cani sono membri della famiglia, non pietanze.
La tua cultura ti ha insegnato cosa mangiare. Ma sei sicuro che sia cultura, o solo abitudine?
In alcune zone dell’Africa le giraffe o le zebre non vengono cacciate, considerate portatrici di energia spirituale.
In molte isole del Pacifico le tartarughe marine sono animali sacri e intoccabili.
Questa varietà mostra che non esistono “animali commestibili” per natura: sono le culture a decidere chi vive e chi muore, chi si onora e chi si riduce a carne.
E allora il passo ulteriore è chiaro: se ogni società costruisce tabù e concessioni diverse, l’unico modo per uscire davvero da questa arbitrarietà è smettere di partecipare al gioco.
Non scegliere quali specie rispettare, ma rispettarle tutte.
Non carne, non pesce: solo la libertà di non trasformare vite in prodotti.
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