Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
Il filosofo-maestro indiano Krishnamurti aveva perduto la madre che era ancora bambino, ma, racconta, «la vidi spesso dopo la sua morte, ricordo di avere seguito la sua figura su per le scale ... scorgevo la vaga forma della sua veste e parte del viso. Questo succedeva quasi sempre quando ero via da casa».45 La visione della figura di sua madre da parte di Krishnamurti mostra chiaramente la fusione della madre commemorata, della madre reale e dello spirito della madre, il suo daimon, che spesse volte si fonde o entra in contatto con il daimon del figlio, anche quando questi è diventato grande e famoso. È rara però quella madre che riesce a vedere il seme e lo aiuta a emergere, senza tuttavia esercitare indebite ingerenze nella sua direzione individuale.
— vIl codice dell'anima (Opere di James Hillman Vol. 6) by James Hillman

Il capolavoro dell'ingustizia è di sembrare giusto senza esserlo.
I pensieri creano un nuovo cielo, un nuovo firmamento, una nuova sorgente di energia da cui fluiscono nuove arti.
I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.
he who has a why to live for can bear almost any how
Friedrich Nietzsche
Come disse una volta il filosofo Friedrich Nietzsche, chi ha un perché per cui vivere può sopportare quasi ogni come.
Gli uomini seguono solo chi regala loro
illusioni.
Non ci sono mai stati assembramenti
intorno ad un disilluso.
Gli uomini seguono solo chi regala loro
illusioni.Non ci sono mai stati assembramenti
intorno ad un disilluso.
Gli uomini parlano di bene e male, e non sanno che per il Piano Divino è necessario che pure il male arrivi al suo culmine affinché chi lo deve superare usi la forza che fa sorgere un bene tanto più grande.
Badate piuttosto a non imbruttirvi voi, a non inaridire il vostro cuore.
Federico Cimaroli

Gli invidiosi non ci odiano, si odiano.
Perché siamo un riflesso di ciò che
vogliono essere.

Gli Incompatibili
Non è che non andiamo d’accordo col mondo.
È che non gli apparteniamo.
Parlano di integrazione,
ma noi siamo spore di un altro regno.
Creati per disubbidire,
programmati per deviare,
nati per tradire tutto ciò che puzza di gabbia.
A scuola ci chiamavano sbagliati.
In famiglia, delusioni.
Nel sistema, zavorra.
Ma eravamo semi.
E ora siamo tempesta.
Voi vi sommate.
Noi ci moltiplichiamo nel vuoto.
Siamo i diversi.
I rinnegati.
I troppo.
I non abbastanza.
Quelli che non riesci a mettere in nessun modulo.
Ma siamo vivi.
E non moriremo mai come voi:
in fila.
☥ il Lupo
Manuele Dalcesti
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